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Oltre

Francisco Garden – Oltre

 

Oltre

Verità  significante  nella  evidente  varietà  di ricerca, vi sono in Francisco Garden, dei momenti intensamente simbolici, dedicati all’archetipo femminile della donna, ora figurativo ora astratto, nei  quali  la  materia  facendosi  interprete  delle emozioni straripante di tumultuose sensazioni, fino ad apparire apparentemente stravolta, vulcanica matrice   di   seduzioni,  o  comunque esagitata, nell’opera, raggiunge una sua strabiliante efficace compositiva addolcita nel suo interno di dolcezza sentimentale. Pur tenendo presente, che nell’opera stessa, per quanto gli è utile, Francisco raggiunge l’apoteosi  della   modernità dei grandi maestri moderni  del Novecento nella ricerca e sperimentazione, come Monroe e Whildt, fedele evidentemente a una propria sensibilità istintiva e intuitiva percettiva, di modelli del suo subconscio Junghiano, questi moduli filtrati dall’immaginario visionario, a corredo del sogno d’introspezione e di scavo  profondo  interiore,   gli  consentono di esprimere via via, nel modo a lui più congeniale, la verità significante del motivo, una verità poetica e musicalmente wagneriana dinamica, che lo stacca dagli altri scultori della contemporaneità, vanno letti in una duplice chiave di lettura: In primo luogo “Oltre” quella stessa tradizione prammatica nella frammentazione dei singoli elementi come visione stereoscopica nella struttura dell’umano, agente da sottolineatore espressivo ed espressionista, rompendo gli schemi della classicità neoromantica e del dejà-vu  motivo, una verità  poetica e musicalmente wagneriana dinamica, che lo stacca dagli altri scultori della contemporaneità, vanno letti in una duplice chiave di lettura: In primo luogo “Oltre” quella stessa tradizione prammatica nella frammentazione dei singoli elementi come visione stereoscopica nella struttura dell’umano, agente da sottolineatore    espressivo    ed  espressionista, rompendo gli schemi della classicità neoromantica e de lDèjàvu, Francisco Garden Martiniano, coinvolgendo emotivamente di ammirato stupore l’osservatore per un discorso di chiare sensibili spigolature dei panneggi somatici. Un carattere peculiare del rigoroso riserbo gestuale e autobiografico dell’artefice, capace di essere inteso senza spazio, in un discorso di vuoti/pieni, quanto nella rimozione delle stratificazioni sedimentate dalla comune mentalità   nelle   strutture  canoniche della comune arte plastica, per    un’immagine cognitiva dell’eterno femmineo riposante in ciascuno  di  noi.  Una  dicotomia  dei  sensi decantata a poiesi spirituale nella morfologia androgina, colonna d’Ercole che precede l’ingresso del forte impatto d’ermetismo che caratterizza l’indole di Francisco, già come ricerca meditativa, pure sul mistero della vita e della forma. La sua è voluta provocazione di sé, quell’oltre bandito dai pavidi e dai rematori di superficie del conscio. E l’altra, l’invenzione poetica e narrativa dell’archetipo trasfigurato emulsionato del sogno visionario, prima del suo affioramento ispirativo. Garden rigoroso quanto coerente di sé, offre all’osservatore lo spazio vuoto come sotterranea esaltazione del simbolo,   come   sottotraccia  del   non-detto, quanto    interagente,  col descrittivo.  A combinarsi  quale vuoto-pieno,  da  cui, apparentemente per il profano,    è proprio il vuoto a interloquire  e  a combinarsi empaticamente con il pieno plastico in un dialogo   emeblematico ma  tutto  esplicito, Francisco ha saputo mediante un linguaggio palpitante e insieme rigoroso, a far maturare le ragioni interiori che esaltano la vita, la sua passione di artista, fatta di grande amore e di tenacia.

Alfredo Pasolino

Critico d’arte internazionale

 


 

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